Progetto fotografico “Tutti i colori del bianco” (2012, 2015, 2017)

Albinit ha incontrato la fotografa Silvia Amodio, con la quale per molti anni sono state scattate fotografie incredibilmente espressive e, grazie a queste, promosse iniziative di informazione e sensibilizzazione sull’albinismo. Calendari fotografici (scarica l’edizione 2015 o l’edizione 2017), mostre ed eventi sono stati i principali prodotti realizzati nell’ambito di questo progetto.
In questo podcast Silvia illustra le origini del progetto.

Silvia è fotografa poliedrica, che nella sua carriera ha toccato tematiche sociali di varia natura con grande delicatezza e sensibilità. Questi alcuni dei suoi ultimi progetti: Progetto “Io ero, sono e sarò”, Fondo Silvia Amodio, Festival della Fotografia Etica.

NE HANNO PARLATO:
Osservatorio Malattie Rare (2012) – https://www.osservatoriomalattierare.it/malattie-rare/albinismo/2888-albinismo-vincere-i-pregiudizi-con-tutti-i-colori-del-bianco
Corriere.it – https://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_16/albinismo-calendario-albini-3d076678-dc18-11e6-8880-ab80bbeec765.shtml
VanityFair – https://www.vanityfair.it/news/foto/17/01/18/tutti-colori-bianco-calendario-foto-albini

DI QUESTO PROGETTO E’ STATO SCRITTO
Il fotografo ritrattista deve possedere due doti essenziali: la determinazione dell’attento regista di tutta l’operazione cui presiede e la sensibilità di chi sa esplorare gli animi con tutta la delicatezza necessaria. Silvia Amodio padroneggia entrambe queste capacità in modo evidente, come le sue opere stanno a testimoniare. Sa benissimo che il ritratto non è solo la raffigurazione del soggetto ripreso ma è anche la traccia, sottintesa, ma non per questo meno evidente, del fotografo che lo ha realizzato. Perciò non si sottrae al gioco del riconoscimento, ma fa in modo che la sua sia una presenza discreta, garbata come sa esserlo lei nel suo approccio con la fotografia stessa: questa presenza è il suo segno.
Silvia Amodio mette in campo il vero elemento essenziale del suo stile, la profonda sensibilità estetica cui salda l’interesse per gli aspetti sociali.
Al di là delle possibili letture scientifiche, questi ritratti evidenziano il rapporto di reciproca fiducia che ha consentito alla fotografa di sottolineare la delicatezza di un volto, di cogliere l’attimo fuggente di uno sguardo, di mostrare le spontaneità, le timidezze, la compostezza dei suoi soggetti.
Tutto, già a partire dal fondale su cui i protagonisti si stagliano, è giocato sulle sfumature del bianco ma Silvia Amodio sa bene che questo non è un colore qualsiasi perché li contiene tutti, rivelandosi così come una metafora della vita. Al di là delle possibili letture scientifiche, questi ritratti evidenziano il rapporto di reciproca fiducia che ha consentito alla fotografa di sottolineare la delicatezza di un volto, di cogliere l’attimo fuggente di uno sguardo, di mostrare le spontaneità, le timidezze, la compostezza dei suoi soggetti.