Creme solari: risposte a domande frequenti

Creme solari

Quello delle creme solari è un tema davvero vasto e complesso e abbiamo quindi pensato meglio esporlo per mezzo di risposte a domande frequenti.

I protettori solari sono cosmetici formulati con agenti (filtri/schemi) in grado di proteggere la pelle dalle pericolose radiazioni ultraviolette (UV). Questi ingredienti vengono classificati in base alla natura ed al meccanismo d’azione in: filtri, anche detti chimici, e schermi fisici. Questi ultimi, come ad esempio il biossido di titanio (INCI TITANIUM DIOXIDE) e l’ossido di zinco (INCI ZINC OXIDE) agiscono come uno specchio, riflettendo le radiazioni UV. I filtri invece, sono sostanze in grado di assorbire l’energia emessa dagli UV, che verrà poi rilasciata sotto forma di calore o fluorescenza. Per far sì che la protezione solare risulti efficace è bene per prima cosa scegliere un prodotto con un SPF adatto al proprio fototipo, ovvero colore e reazione al sole, ed applicarlo più volte ed in quantità adeguata su tutte le superfici cutanee foto-esposte.

Fonte: AIDECO

I raggi ultravioletti si collocano “oltre il violetto” l’ultimo colore dello spettro luminoso visibile dall’uomo. Sono radiazioni elettromagnetiche emesse dal sole, responsabili dell’insorgenza di effetti nocivi per la nostra pelle ed in generale per la salute. La differenza risiede nel fatto che, mentre gli effetti negativi dei raggi UVB sono immediatamente visibili (rossori, scottature, eritemi) perché più energetici e meno penetranti la pelle, gli UVA, meno energetici ma più penetranti la struttura cutanea, agiscono in maniera più lenta ed insidiosa. In entrambi i casi le radiazioni UV sono causa di insorgenza di lesioni della pelle più o meno gravi, dalle cheratosi (quelle “crosticine” che compaiono sulla pelle) ai tumori cutanei (melanoma e non melanoma skin cancer).

Fonte: AIDECO

SPF sta per Fattore di protezione solare (Sun Protection Factor). Indica la capacità della crema di bloccare i raggi UV di tipo B (attenzione, non si riferisce agli UVA!), che sono i principali responsabili dell’arrossamento cutaneo. È importante ovviamente proteggersi anche dagli UVA (che sono davvero subdoli e penetrano più in profondità dei raggi UVB, andando a causare mutazioni del DNA e tumori) e per questo il consiglio è di scegliere creme che riportino anche la scritta UVA indicando che schermano anche questi raggi. Che differenza c’è tra un SPF 30 e un 50? E il 100 significa che blocca il 100% dei raggi? No. Con una crema solare SPF30 si ha il passaggio di 1/30 dei raggi UV, ossia il 3%, mentre con una crema SPF50 di 1/50, il 2% dei raggi UV. La differenza tra una protezione 30 e una 50 è dell’1% di raggi UV, quindi una differenza minima che non va ad incidere sulla reazione, ma sulla densità, in quanto le creme SPF 50 sono più dense. Una crema solare SPF30, è più fluida e si spalma meglio. Fonte: Carolina Zani Melanoma Foundation

Il modo migliore di usare la crema è applicarla su pelle asciutta, prima di uscire da casa, quindi prima dell’esposizione alla luce del sole e poi riapplicarla ogni due ore circa. La crema va riapplicata anche se si fa il bagno o si suda, anche se è resistente all’acqua.
In generale, le persone tendono a usare troppa poca crema: dovremmo mettere 2 mg di crema per ogni 2 cm di pelle, questo ci aiuta a capire che dobbiamo utilizzare davvero molta crema. Molta più di quanta ne usiamo di solito.

Fonte: Carolina Zani Melanoma Foundation

Si tratta di un tema complesso, a cui abbiamo deciso di dedicare un approfondimento: LE CREME SOLARI: Un dovere applicarle, un diritto averle gratis?
Tenete però anche presente che, se anche non otterrete le creme solari gratuitamente, la spesa annua può variare molto in base a diversi fattori:

  • il vostro fabbisogno annuo di crema solare dipende da dove abitate e dall’attività che svolgete (a un impiegato novarese ne serve molta meno che a un muratore calabrese);
  • le farmacie non sono l’unico luogo dove poter acquistare creme solari delle marche più note; non sottovalutate le offerte spesso presenti nei supermercati e anche nei negozi online (purché autorizzati dal Ministero della Salute);
  • negli scorsi anni alcune indagini compiute da associazioni di consumatori hanno evidenziato sia purtroppo per alcune creme una protezione inferiore a quella dichiarata, sia la buona qualità di altre creme prodotte da marche non note e vendute a prezzi molto contenuti.
Sì. Gli integratori di questo tipo, al pari di un’alimentazione mirata, consentono di preparare la pelle prima di esporsi al sole grazie alle sostanze che favoriscono una migliore melanogenesi e, conseguentemente, un’abbronzatura potenzialmente più omogenea e duratura. Una pigmentazione naturale di questo tipo può consentire quindi di ridurre la comparsa di scottature ed eritemi ed altri problemi cutanei determinati dal sole. Questo tipo di prodotto non aumenta l’SPF del prodotto di protezione solare, ma contribuisce a limitare gli effetti negativi della radiazione solare. Quindi gli integratori di preparazione al sole non sostituiscono la protezione solare. Di conseguenza possono utilmente essere associati ad una foto-protezione topica, ma non ne rappresentano un’alternativa. Contengono in genere minerali, oligoelementi, attivi antiossidanti come ad esempio il licopene (INCI LYCOPENE), il resveratrolo (INCI RESVERATROL), le vitamine, i polifenoli e molti alti ingredienti che, peraltro, aiutano a contrastare i danni causati dai radicali liberi. Anche definita “foto-protezione sistemica” può rivelarsi utile in caso di pelle molto chiara, delicata, soggetta ad ustioni, eritemi, macchie o in presenza di foto-dermatosi. Fonte: AIDECO